Serie “Veli e Prigionie” (1989)
Le Donne Velate: La Prigionia del Ruolo Sociale
Le Burkate: La Prigionia Fisica e Concettuale
Questa scelta tecnica mirava a ricreare in galleria l’esperienza visiva dello schermo. La luce artificiale, che si diffonde dall’interno, non solo rende visibile l’opera, ma simboleggia anche il ritorno dell’immagine al suo ambiente di origine, il monitor, dove era stata concepita e creata. È un ponte concettuale che unisce il mondo fisico a quello digitale.
Questa serie di opere, iniziata nel 1989, rappresenta come sopra, la mia indagine sul ruolo della donna nella società, utilizzando la tecnologia digitale come strumento di commento sociale e di rottura dei canoni espositivi. Il progetto si articola in due fasi, che uniscono la stampa d’arte tradizionale all’installazione multimediale e alla nascente realtà virtuale.
FASE I: Le Stampe d’Autore (Tecnica Ibrida)
L’Unione di Digitale e Tradizione
FASE II: La Mostra Virtuale Interattiva (Tesi di Laurea)